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Le Europee in spiaggia si vestono di più per l’estate 2009

Donne europee vestite al mare

Le europee quest’estate andranno al mare vestite: impazza la moda del costume intero seppure molto sofisticato tra decorazioni e accessori, e i bikini resistono ma crescono in volume, la mutandina diventa culotte, spesso la vita si spinge fino sotto il seno, e il triangolo si trasforma in fascia o addirittura in top.

Nascondere i difetti, modellare, contenere, valorizzare le forme, sentirsi protette e rassicurate: lo scopo del costume da bagno non è più prendere il sole, e nemmeno fare il bagno!

C’è persino il “terzo pezzo” in coordinato: una maglia, una gonna o un vestito.

LO STUDIO. E’ quanto emerso dallo studio della società di consulenza e marketing francese Martine Leherpeur per Mode City, il Salone internazionale del beachwear che si terrà a Parigi dal 5 al 7 settembre sulle tendenze per il 2010.

Attraverso la storia del bikini l’indagine ha analizzato l’evoluzione dei codici di seduzione femminili dal 1968 a oggi: “quarant’anni dopo la grande rivoluzione femminista la libertà delle donne è regredita”.

Vige il mito della “femminilità calcolata, dell’essere perfettamente imperfetta, della volontà di strutturare, contenere, controllare il corpo”.

Il costume da bagno diventa così intero talvolta con bustier e ferretti incorporati, push up, mai sgambato, ma assolutamente femminile e sexy. Mettere il costume oggi vuol dire “essere vestite in costume”.

Si tratta di una falsa naturalezza, spiegano da Martine Leherpeur, le donne vogliono apparire un pò imperfette ma tutto è in realtà meticolosamente calcolato: dall’abbronzatura slavata – tra l’altro il sole fa paura, è dannoso – al costume retrò pur essendo all’ultima moda.

IL BIKINI. Il bikini nasce nel 1946 a Saint Tropez per mano dello stilista francese Louis Reard ma la prima che ebbe il coraggio di indossarlo sul set di “E Dio creò la donna” è stata Brigitte Bardot nel 1956. Nel 1964 il Vaticano ne vietò l’uso fino alla rivoluzione del ’68. Prima di passare ai più “monacali” di oggi c’è stata la moda del topless e poi quella del perizoma negli anni ’80, quelli del bodybuilding e del corpo scolpito.

LA TENDENZA DEL TERZO MILLENNIO. Nel terzo millennio le donne in costume vogliono prima di tutto piacersi, il loro scopo non è sedurre gli uomini.

IL MERCATO. Il mercato del costume da bagno non sembra aver conosciuto la crisi, almeno in Francia dove nel 2008 ha avuto una progressione del 6% con un fatturato di 376 milioni di euro. In media qui le donne comprano un costume da bagno ogni tre anni mentre gli uomini uno ogni cinque. Ma anche in Italia la crisi “nel mare si sente di meno, questo settore è rimasto abbastanza dinamico, favorito anche dal meteo”, dicono da Ritratti. Anzi, da Parah “la crisi è stata un momento per spronare l’azienda e non ha influito sulle vendite”.

MODELLI ANTI-CRISI. Non mancano comunque per l’estate del 2010 i modelli da mare “anticrisi”: i costumi diventano dubleface o si riempiono di piccoli accessori, tra pietre, pendagli, nastrini, anelli, parti metalliche da aggiungere, togliere o spostare a piacere, per sembrare tanti modelli diversi ed essere sempre lo stesso.

Le Europee al mare si vestono di più su L’unione Sarda

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