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La moda primavera-estate 2009 di Gucci

Stampe floreali e splash, tagli sartoriali, camicie a fiori, ispirazioni anni ’70 per uomini e donne avventurosi e alla ricerca del piacere Gucci per questa primavera-estate 2009 lancia una nuova collezione uomo-donna per la quale Frida Giannini, direttore artistico della maison, si è ispirata ad una foto degli anni ’70 che ritrae la modella Veruscka con la sahariana di Yves Saint Laurent. Ma ad attrarre la stilista sono stati anche la personalità e il look di Oriana Fallaci nei panni di coraggiosa reporter di guerra, paradigma di una donna avventurosa, coraggiosa, alla ricerca della verità, ma anche del piacere

Da Vreeland a Avedon, pilastri della storia della moda

«Ora Armani non ha più alibi per non sfilare a Roma» Alta Roma punta soprattutto sulla “cultura di moda” e ha realizzato una manifestazione ricca di mostre. «Dovendo affrontare il problema della fragilità della moda in questo momento – ha detto il presidente Nicoletta Fiorucci – ci siamo resi conto che esiste una lacuna per l’assenza di una cultura della storia della moda

Pitti Uomo, l’eleganza maschile sfida la crisi dei mercati

A Pitti Uomo si intravede qualche presenza in meno tra i buyer di moda, perché sui nuovi mercati emergenti il sistema distributivo è più ‘razionale’ con molti grandi mall e meno boutiques, e perché i budget per l’autunno-inverno 2009-10 non sono generosi per tutti: ma girando fra i padiglioni, anche nell’ultima giornata di oggi, è facile vedere stand affollatissimi accanto ad altri più snobbati, a testimonianza del fatto che molti compratori ormai scelgono a colpo sicuro. Grande affollamento, per esempio, da un guru del cashmere come Brunello Cucinelli, a conferma del buon andamento dell’azienda umbra: per la prossima stagione fredda abiti e tight, ma soprattutto maglie, anche al posto dei capispalla, con outerwear in maglia, cardigan dai volumi lunghi, dotati di tasche e bottoni. Insieme agli accessori, Cucinelli porta a Pitti anche l’inedita collezione di scarpe realizzate in vitello o in camoscio, con fondi leggerissimi, puntando sul comfort

Gianna Meliani: Made in Italy è orgoglio, ma c’è futuro?

La stilista a favore del progetto di tracciabilità dei capi Beyoncé indossa i suoi stivali, Luisa Ranieri fa da madrina ai suoi sandali di raso e Swarovski, ma senza la tracciabilità di capi e accessori anche un’azienda come questa corre forti rischi: è l’allarme lanciato da Gianna Meliani, stilista che ha aderito al progetto di Itf – Italian Textile Fashion per la tracciabilità a garanzia del consumatore, progetto che prevede l’adozione di una etichetta che riporti il percorso seguito dal capo. Il progetto è stato presentato oggi a Firenze in occasione di Pitti Immagine Uomo: “Il mondo della calzatura è molto indietro – ha ammesso la Meliani, che lavora per l’azienda di famiglia a Santa Maria a Monte (Pisa) – la tracciabilità lì non esiste. Siamo orgogliosi di fare Made in Italy, ma ci chiediamo spesso se ne vale la pena