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Proposta francese contro le modelle ritoccate da Photoshop

Ritocchi con Photoshop, una proposta dalla Francia

Un avviso per le immagini ritoccate ed il successo di Lizzie Miller: segnali significativi o eccezioni?
Dalla Francia arriva una proposta per l’introduzione di un messaggio disclaimer per le immagini di modelle ritoccate con Photoshop, un avviso che renda noto che l’immagine visualizzata non ritrae la realtà vera e propria, ma ne è una sua versione ideale ma impossibile da raggiungere.

La proposta spiegata da Ninja Marketing:
Valérie Boyer, deputata del partito conservatore UMP di Nicolas Sarkozy, assieme a una cinquantina di colleghi parlamentari, ha proposto all’Assemblea francese una legge per combattere quella che considerano «un’immagine distorta dei corpi femminili nei mass media».

Il problema è concreto secondo Iris Salute:
Secondo la politica francese queste foto possono indurre le persone a credere ad una realtà che attualmente non esiste: molte persone giovani, soprattutto ragazze, possono sviluppare dei complessi fin da giovanissime e in alcuni casi sviluppare disturbi dell’alimentazione.
Per la firmataria si tratta innanzitutto di un modo per proteggere il consumatore.

Visual Fashionist sottolinea come questa aspirazione a ottenere corpi impossibili non si limiti ai ritocchi sulle foto:
Io credo che sia una buona idea, anche perchè purtroppo ci nutriamo così tanto di pubblicità (ci circonda e ci invade in ogni angolo della città, a casa con la tv, sui giornali…) che a volte neanche ci rendiamo conto degli stereotipi che crea nella nostra mente, riguardo alla percezione che abbiamo degli altri e di noi stessi, della bellezza, della autenticità o merno delle cose.

Jolanda si preoccupa di come questi condizionamenti comincino ad agire sino dall’infanzia:
E vedere tutte queste bellissime donne, ragazze, modelle attiva nella bambine una voglia di assomigliare a questi corpi così perfetti e, come dice anche l’articolo, può creare in loro notevoli scompensi spingendole verso complessi d’inferiorità o, peggio ancora, verso vere e proprie malattie come anoressia e bulimia.

A Milano si è svolto, alla fine di settembre, un evento che vuole porsi come un momento di riflessione del sistema della moda, Milan Normal Size. Dice Vivobenedonna:
Ai blocchi di partenza, domenica 27 settembre, il nuovo progetto Milan Normal Size, dedicato alle collezioni moda per donne che vestono taglie “normali”, dalla 40 alla 52, con particolare attenzione alle proposte dalla 44 in su, quelle destinate alla maggior parte della popolazione femminile italiana.

La Spagna di Zapatero già negli anni scorsi ha approvato un provvedimento per la revisione delle taglie dell’abbigliamento femminile, secondo canoni più rispondenti alle reali fattezze delle donne. Spiega Rainews24 Blog:

Addio 42, addio mortificanti prove in camerino, addio taglie forti! Gli abiti femminili in Spagna saranno classificati sulla base di tre morfotipi: ‘Cilindro’, ‘Diabolo’ e ‘Campana’ in base alla circonferenza di seno, vita e fianchi. Il ministero della sanita’ ha raccomandato ai fabbricanti di abbandonare le taglie tradizionali per utilizzare un sistema che tenga conto appunto di questi tre parametri antropometrici piu’ l’altezza. Da uno studio durato vari mesi su oltre 10 mila donne risulta infatti benche’ l’86% di esse abbia un peso normale il 40% trova difficile incontrare abiti adatti sulla base delle taglie attuali (40, 42 etc.) fissate all’inizio degli anni Settanta, sotto il franchismo.

E simbolo della possibilità di un modello estetico diverso e più sano – e anche di una moda differente è diventata all’improvviso Lizzy Miller. Se per caso vi foste distratti e vi foste persi la vicenda, riassume Modablog:
Fa scalpore perchè pesa 80 chili per un metro e ottanta, ed è una modella. E sapete com’è nel mondo delle passerelle è scandaloso portare una taglia superiore alla 36 e non avere un corpo scheletrico privo di forme.
Ma lei, Lizzie Miller, 20 anni, fa eccezione e piace proprio perchè lontana dai canoni imposti dalla moda, e dalle regole non scritte del fashion business. Nonostante le sue forme generose, malgrado i suo fianchi rotondi tutti la vogliono, tutti la chiamano, tutti ne parlano. E’ nota come la modella di pagina 194, perchè le sue fotografie apparse su Glamour a pagina 194 per l’appunto, hanno fatto il giro del mondo. Il segreto? Nessun ritocco, niente photoshop nè altre diavolerie per rendere artificiosa la sua immagine. Semplicemente lei, nuda e vera, con la pancetta, le smagliature, ma sorridente e serena come chi è perfettamente a suo agio col suo corpo e con se stessa.

Sia Lizzie Miller che Crystal Renn sono una 46-48 ossia sono donne normali. Per qualche bizzara ragione vengono spacciate per taglie plus ossia “signore che indossano taglie conformate”.

Pinkblog pubblica un lungo e circostanziato post sulle responsabilità dei media del settore:
“Tutto questo mi ha fatto pensare. Dobbiamo riconsiderare la scelta delle nostre modelle”, ha detto Cindi Leive, direttrice di “Glamour” sul blog.

La verità è che fa pensare proprio l’affermazione di questa manager. Forse i grandi della moda, anzi, meglio dire “i grandi della stampa”, quelli che effettivamente detengono il potere di vita o di morte sulle persone, i luoghi e gli oggetti, oggi devono riconsiderare un sistema multi-miliardario che loro stessi hanno contribuito a creare e per il quale fanno carte false affinché rimanga immutato? Ma perché, fino ad ora, in che mondo sono vissuti? E’ possibile che questi grandi della moda/stampa siano talmente in alto, elevati dal mondo terreno, così fuori che non si siano mai resi conto che le ragazze muoiono di anoressia perché tentano di imitare una modella che loro sbattono continuamente in copertina da un lato all’altro del globo? […]

Siamo davanti a un effettivo punto di svolta negli ideali che vengo costantemente sotto gli occhi delle donne, verso modelli più sani e di maggiore accettazione del proprio corpo, o sono soltanto casi isolati? Non rimane che stare a vedere, e mantere alta l’attenzione su questi temi, che hanno sempre meno a che a fare con l’estetica, e sempre più con la salute, le politiche di genere e il ruolo delle donne nella società.

Ecco un video che illustra chiaramente COSA pososno fare un adeguado make-up e Photoshop

Ritocco modelle con Photoshop: una proposta francese su Liquida

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