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Pitti Uomo, l’eleganza maschile sfida la crisi dei mercati

Pitti uomoA Pitti Uomo si intravede qualche presenza in meno tra i buyer di moda, perché sui nuovi mercati emergenti il sistema distributivo è più ‘razionale’ con molti grandi mall e meno boutiques, e perché i budget per l’autunno-inverno 2009-10 non sono generosi per tutti: ma girando fra i padiglioni, anche nell’ultima giornata di oggi, è facile vedere stand affollatissimi accanto ad altri più snobbati, a testimonianza del fatto che molti compratori ormai scelgono a colpo sicuro.

Grande affollamento, per esempio, da un guru del cashmere come Brunello Cucinelli, a conferma del buon andamento dell’azienda umbra: per la prossima stagione fredda abiti e tight, ma soprattutto maglie, anche al posto dei capispalla, con outerwear in maglia, cardigan dai volumi lunghi, dotati di tasche e bottoni. Insieme agli accessori, Cucinelli porta a Pitti anche l’inedita collezione di scarpe realizzate in vitello o in camoscio, con fondi leggerissimi, puntando sul comfort. Grande varietà di materiali e fantasia nel design invece per Tender e Sport, le due linee di scarpe della fiorentina D.a.t.e., giovane azienda che nel 2008 ha quintuplicato il suo fatturato e sfida la crisi con la nuova linea kids.

Fra gli stand piace la maglia, protagonista anche per la milanese Altea che affianca l’ametista e il pervinca alle tonalità autunnali del verde bosco e del cacao nelle fantasie di gilet e cardigan. Colori protagonisti, per vivacità, anche nell’esotico stand di Piombo, in uno stimolante viaggio dalle Highlands nei cui torrenti vengono lavati i tessuti lavorati a mano per giacche e camicie, fino alle terre degli Incas per la nuova linea di maglieria in alpaca. Più tradizionali le scelte di colore per i mille grigi della Identity Jacket di Corneliani, per quelli delle classiche camicie di Carrel, per la svolta di Pirelli P Zero che sceglie colori autunnali (tundra, corteccia, ebano) per i suoi inglesissimi chesterfield e peacoat dal gusto classico ben rivisitato.

L’uomo di Laura Biagiotti, novità di questo Pitti, vuole comfort e lo chiede a giacche decostruite in galles di lana beige e dolcevita in cashmere, con un pantalone in flanella. Cappotti decostruiti per Massimo Rebecchi, che punta sugli effetti maglia-stoffa, fantasie e giochi geometrici nelle raffinate sciarpe. Cashmere per le t-shirt (misto a seta) e il blazer di Us Polo Assn. Sul versante urban, cattura l’attenzione del popolo di Pitti il Patton’s Pant di 40weft, panta cargo multitasche con cuciture sporgenti e piccoli strappi, ispirato al leggendario ‘Generale d’acciaio’ dell’esercito Usa; e sul versante avantgarde è sempre più un punto fermo Italia Independent, il brand di Lapo Elkann, che reinterpreta il classico Borsalino e sceglie un tessuto innovativo, dotato di uno speciale sistema di flusso d’aria, per il tuxedo jacket Rossini.

L’eleganza maschile di Pitti uomo su Alice Notizie via 100moda.it

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