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Piedi in pericolo coi tacchi a spillo, le zeppe ed i trampoli

Tacchi rischiosi per il piede

Problemi ai piedi per 7 italiane su 10. La colpa è dei trampoli all’ultima moda e della pedicure col gel. Nonostante ciò poche rinunciano alle scarpe trendy: la comodità va a farsi benedire perché slanciano la gamba. Ma anche le ballerine fanno male…

Arriva la bella stagione, e le donne non resistono al richiamo del sandalo alla moda: scarpe chiuse addio, ci rivediamo in autunno.

E’ d’obbligo la pedicure, perché si sa, la scarpa aperta richiede un piede ben curato. Ma la passione delle italiane per scarpe all’ultima moda e unghie perfette si sta rivelando un’arma a doppio taglio, come ha spiega il presidente dell’Associazione italiana podologi Mauro Montesi all’Adnkronos, secondo il quale sette italiane su dieci soffrono di problemi alle estremità.

Colpa dei tacchi trendy e della pedicure con il gel o l’acrilico, importata dagli Stati Uniti e ora tanto in voga anche da noi. Il risultato sono infezioni periunghiali e lesioni, soprattutto all’alluce, che nei casi più gravi rendono necessaria l’asportazione dell’unghia o ne provocano la caduta, così come metatarsalgie, capsuliti, callosità, dita a martello.

La pedicure in gel è una tecnica che permette di allungare e ricostruire le unghie, ma presenta delle controindicazioni: «Le si espongono al rischio di microtraumi e infezioni periunghiali difficili da individuare, finché non è troppo tardi», spiega Montesi.
La situazione peggiora se ci si mettono pure platform e tacchi vertiginosi, che si trovano ormai in tutte le vetrine: «Il baricentro è spostato e camminare su queste calzature, piuttosto pesanti, altera la postura ed espone al rischio di distorsioni. Insomma, alcune di queste scarpe rischiano di regalare, oltre ai problemi alle estremità, anche un bel mal di schiena», prosegue lo specialista.

Da un estremo all’altro: finiscono sotto accusa anche le ballerine: anche l’assenza totale di tacco fa male.

No anche alle scarpe di gomma, che non permettono al piede di respirare e favoriscono la formazione di con vesciche e spellature. La calzatura ideale per la bella stagione? Simile ai calzari degli antichi romani: deve essere aperta ma contenere bene il piede, con un tacco di 4-5 centimetri, senza stringhe o lacci che costringano le dita. Ogni tanto ci si può concedere il supertacco, con la benedizione dello specialista, che assicura: «Due ore sui trampoli non fanno troppo male. I problemi sono invece garantiti per chi usa gli stiletti in ufficio, perché in questo modo la sofferenza per il piede è destinata a durare tutto il giorno, e alla lunga i problemi arriveranno». Quindi se una volta finito il lavoro vi aspetta una cena o un aperitivo portatevi le scarpe giuste in borsa, da cambiare prima di uscire.

Le italiane però sembrano credere fermamente al detto “se bella vuoi apparire un po’ devi soffrire”.

«Nonostante il fatto che il 70% delle italiane abbia problemi ai piedi, dall’alluce valgo alle dita a martello, dalle callosità alle capsuliti, poche rinunciano alle scarpe di moda e alla sofferenza che regalano – conclude Montesi – Basta gettare per terra una monetina a un matrimonio: chinandosi per raccoglierla si vedrà che, sotto il tavolo, tutte le donne presenti si sono sfilate discretamente le scarpe per trovare sollievo. È inevitabile: quando le scelgono non guardano alla comodità, ma piuttosto corrono allo specchio per vedere come slanciano la gamba».

I tacchi a spillo possono danneggiare il piede su Libero Donna

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