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Per la moda l’inverno è diviso in tre

Cappotto, mantella o piumino: consigli d’autore contro freddo e cattivo gusto

Scatta l’ora del capo spalla pesante: piumino, cappotto o mantella? Gilet di pelo o paltò smanicato?
E’ vero che i modelli senza maniche teoricamente funzionano da Roma in giù, ma è altrettanto sacrosanto che ogni donna ha le sue fisse e il suo stile, indotti dalla vita e dal lavoro che fa. Quindi le funzioni d”uso e il gusto personale determinano, insieme con le longitudini, non poco l”acquisto.

Buon rapporto qualità prezzo, leggerezza, vestibilità, a ognuno il suo. Ecco come districarsi fra le tante proposte corredate dal consiglio di tre giovani donne eleganti come Roberta Armani, Rachele Cavalli e Lavinia Biagiotti.

Roberta Armani: «Tabarro con la martingala per le chic e superattive»

Il cappotto è il pezzo forte del guardaroba invernale. Io che spesso indosso i pantaloni, lo porto corto al ginocchio. Prediligo la linea asciutta, con martingala, bottoni ben visibili che creano ornamento e il vezzo del collo alla coreana in velluto che trovo elegante e raffinato. Oltre a essere femminile è pratico e può rispondere alle esigenze di una vita indaffarata. Anche se, confesso, sono tentata dai cappotti alla caviglia, tanto di moda questa stagione. Che cosa c’è di più chic di un lungo paltò su un abito da sera?.

Rachele Cavalli: «Coperte di piume per sentirsi belle»

Quando scelgo un piumino non cerco solo qualcosa che mi tenga caldo, voglio che mi faccia sentire bella e valorizzi il mio fisico. Fondamentale che sia leggero e segni il punto vita. Quello che porto quest”anno è corto perché mi piace che si adatti con un un look diverso, secondo se indosso i pantaloni o la gonna. Ed è carino anche con un abito un po’ elegante. Alle amiche suggerisco: in città un piumino scuro, magari con collo di pelliccia, per i giorni freddissimi. Però senza cappuccio, meglio il genere marsina. E in montagna la versione che preferisco è quella bianca.

Lavinia Biagiotti: «Un drappo sulle spalle per farsi coccolare»

La mantella è l’investimento più versatile che ci sia, travalica le mode e dura una vita. Quella in maglia da drappeggiare sulle spalle – con due punte accavallate dietro – lascia libere le braccia. E’ calda, coccolosa, non crea problemi di taglie. Ma bisogna sceglierla toccandola, ci si innamora in base alla gradevolezza. Per noi giovani ha mille impieghi. Si adatta ai leggings, ai jeans, come su un blazer di velluto. Il colore dipende dalla nuance dei capelli e dall’incarnato del viso. A me piace melange. Si adatta a tutte le donne e non ha età.

La scelta: pesano vestibilità, il rapporto qualità-prezzo e la leggerezza: il calore non dipende più dal peso dei materiali

Cappotto
Una sicurezza. Chi ne possiede uno di taglio maschile monopetto di cachemire, anche vecchio, anche liso, lo tiene stretto. E” il più elegante in assoluto.
L”idea della moda però è di reinterpretare i classici del guardaroba. Con linee ad A, magari togliendo le maniche come ha fatto Max Mara, trasformando in lunghi gilet i paltò dal taglio dritto, in tessuti compatti per ottenere una silhouette precisa.

Mantella
È rispuntata l”anno scorso sulle passerelle e tiene duro anche adesso grazie alla sua allure piacevolmente retrò. Sublimata nelle sfilate delle grandi griffe come Balenciaga; promossa da marchi più accessibili e sportivi tipo Herry Cottons; declinata in maglia (Loro Piana) o in un puzzle di tessuti (Marras), è elegantissima. Si trova in infinite varianti: dal poncho di lana riveduto e corretto da Missoni, alla mantellina da sera di Blugirl; fino al tabarro sartoriale di Ferrè.

Piumino
Pratico e di tendenza, è la soluzione preferita dalle modaiole. Al top i Monclair di paninara memoria che negli ultimi due anni sono svettati in testa alla lista degli oggetti del desiderio. Sia perché vengono realizzati in versioni light (si chiama Long Season il modello che pesa 160 grammi, di nylon tecnico e piuma messo a punto in Giappone); sia perché accontentano la fascia super lusso con la linea Gamme Rouge, disegnata Gian Battista Valli.

L’inverno diviso in tre dalla moda su La Stampa

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